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Effetti biologici del calore
Le fonti di calore sono diverse e si distinguono altresì diversi tipi di calore : calore umido, secco, radiante etc... Esso provoca un gran numero di effetti biologici, di cui abbiamo in parte parlato. L'esposizione al calore induce un aumento della permeabilità vasale, cioè facilita il passaggio di sostanze e liquidi dai capillari, attraverso le strutture vascolari deputate a questa funzione. Il tono muscolare, per temperature non troppo elevate, viene ridotto e quindi consegue un rilassamento dei muscoli scheletrici, oltre che di quelli lisci. Al calore si associa un effetto moderatamente analgesico, probabilmente per liberazione di sostanze oppioidi in prossimità delle terminazioni nervose a funzione recettoriale. Le difese immunitarie locali vengono migliorate e attivate, come ad esempio la mobilità dei macrofagi e la chemiotassi. Si assiste ad un aumento della velocità di rigenerazione nelle piaghe, ferite e cicatrici. Molti degli effetti biologici del calore sono analoghi a quelli che naturalmente si verificano in corso di infiammazione: l'eritema, l'aumentato afflusso di sangue nella sede colpita, l'aumento della permeabilità e la liberazione di "mediatori della flogosi". Per questi motivi il calore, oltre che come analgesico e rilassante muscolare, ha delle applicazioni ben più estese. L'infiammazione, infatti, di per sè non è un fenomeno negativo. Sicuramente si tratta di un tentativo dell'organismo di riportare sotto il suo controllo delle situazioni di alterazione dell'equilibrio funzionale. Entro certi limiti, i fenomeni che ad esso conseguono portano a dei vantaggi. Si comprende, quindi, come un impacco caldo possa far "maturare" un ascesso o migliorare la sintomatologia in un organo sede di flogosi cronica. Un concetto molto caro ai termalisti è quello che il calore può "rinnovare" un processo infiammatorio cessato da tempo e riattivare una sorta di reazione locale anche quando i fenomeni patologici tissutali sono spenti ormai da tempo. Pensiamo alle articolazioni e ai processi degenerativi delle superfici articolari, come nell'artrosi. Le applicazioni calde danno un sollievo immediato perchè inducono un rilassamento muscolare e un effetto analgesico pronto, ma riescono anche a migliorare il flusso sanguigno nelle sedi colpite dalla malattia e riattivare una serie di processi cellulari che alla lunga risultano positivi. La cosiddetta "crisi termale", è una dimostrazione di questo fenomeno. Si tratta, cioè, di un insieme di disturbi che colpiscono il paziente dopo la terza-quarta giornata di terapia: stanchezza, aumento dei dolori articolari, sensazione di indolenzimento muscolare ed osseo etc...La crisi è dovuta alla liberazione di sostanze vasoattive e mediatori della flogosi che è stata riattivata. Dopo il superamento di questa fase momentanea sopraggiunge un prolungato periodo di benessero, durante il quale si ottiene un notvole sollievo dai disturbi. Non a caso tutte le terapie termali sono indicate per i processi infiammatori cronici, ma non in
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