passiva possono in tal modo usufruire di un ricambio vascolare maggiore che incide favorevolmente sul metabolismo cellulare dei tessuti malati . Oltre a ciò, un applicazione quotidiana delle pratiche
idroterapiche che usano l'acqua fredda  provoca un "massaggio vascolare" periodico, che induce un miglioramento dei riflessi  nervosi periferici, un migliore adattamento agli sbalzi di temperatura. Abitualmente  per favorire la "reazione" di calore che segue l'applicazione fredda si usa asciugarsi energicamente con un panno ruvido e praticare degli esercizi fisici.
  Le applicazioni fredde possono invece essere applicate per tempi piuttosto lungi (ore o giorni). In tal caso  debbono intendersi solo per uso locale. L'effetto maggiore è di tipo antiinfiammatorio.
  Una applicazione di acqua fredda, ad esempio (5°C circa), riduce la congestione in un distretto cutaneo malato, se è lasciata per delle ore ( rinnovandola di quando in quando) può anche estendere i suoi benefici su forme infiammatorie intestinali o di organi interni. Tanto più il freddo è intenso tanto più gli effetti sono drastici. Si usa applicare un impacco di argilla durante la notte nei soggetti con disturbi intestinali di tipo cronico, come il colon irritabile o le ulcere gastriche e duodenale.
   Il freddo dell'acqua, così come esce dal rubinetto, riduce la vasodilatazione, riduce la motilità dei leucociti e dei macrofagi tissutali (globuli bianchi a funzione difensiva), ma allo stesso tempo riduce la permeabilità vasale e la liberazione di sostanze che sono identificate con i "mediatori della flogosi". Queste molecole  sono le responsabili della maggior parte dei problemi in caso di infiammazione. I mediatori della flogosi inducono il dolore, il calore, l'edema e le alterazioni tissutali dell'infiammazione.
   Per temperature più basse di quelle raggiunte dall'acqua (es. il ghiaccio) la vasocostrizione è molto intensa. La pelle può subire anche dei danni di tipo ischemico se il ghiaccio è applicato direttamente. Per questo motivo si usano borse di tela cerata o di gomma in modo che l'intensità del freddo si riduca e dia il tempo di penetrare in profondità senza danneggiare la cute.
  Il ghiaccio si usa solo in condizioni particolari e quando occorre intervenire con una certa urgenza. Pensiamo alle infiammazioni acute dei visceri interni, come le appendiciti o ai traumi cranici, ai colpi di calore o quando si deve esercitare una certa azione antiinfiammatoria sull'encefalo ( ipertermie etc...) Ricordiamo inoltre i traumi delle articolazioni o dei tessuti molli periarticolari: distorsioni, contusioni, fratture...
   Si consideri, però, l'uso del freddo intenso come un evento eccezionale, riservato ai casi che abbiamo elencati e meglio se su indicazione medica.
   Temperature bassissime si ottengono con l'utilizzo di gas e sostanze particolari. In questo caso si parla di "crioterapia". Le applicazioni principali sono di tipo chirurgico, in quando temperature molto basse provocano necrosi dei tessuti, li "bruciano", e così si può procedere ad escissione di polipi, nei o per praticare piccoli interventi ambulatoriali.
  Il freddo intenso (acqua  o ghiaccio)  inducono una azione antidolorifica locale per paralisi dei recettori nervosi, azione sfruttata

acque minerali

curarsi
col calore

curarsi
col freddo

l'uomo e la
temperatura

impacchi

cataplasmi

semicupi

fumigazioni

frizioni

bagno di Just






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