concentrazione di principi attivi) o come olio. Nel primo caso la sostanza si presenta come foglie essiccate e triturate, mentre nel secondo caso la consistenza è duro-gommosa, in blocchetti di colore brunastro. Il principio attivo è il THC (tetraidrocannabinolo). Il consumo di cannabinoidi è molto diffuso, se si considera che negli USA circa il 35% della popolazione sopra i 12 anni ha dichiarato di averlo provato e in Italia, in alcune realtà urbane, la frequenza di giovani che hanno avuto contatto con queste sostanze arriva al 40%. L'effetto è di euforia che sopravviene nel giro di alcuni quarti d'ora e che dura poco, per lasciare poi il posto ad una sensazione di rilassamento, sonnolenza, con percezione di rallentato scorrere del tempo. Le alte percentuali citate sopra non devono però indurre in errore. Solo una minima parte di quanti hanno consumato cannabinoidi diventa poi legato al suo uso e ne fa una pratica quotidiana. Al di là delle posizioni ideologiche dei partiti politici, da un punto di vista strettamente sanitario si hanno dati sufficienti per farsi un'opinione realistica degli effetti di questa droga e dei rischi che si corrono ad usarla.  Non è stata  accertata una sindrome di astinenza alla sospensione, nel senso che nella gran parte dei casi si può interrompere il suo uso senza avvertire malessere o sintomi particolari. Questo fatto non deve essere confuso con l'assenza di danni a medio e lungo termine, né significa che non esista la dipendenza da cannabis
L'abusatore di cannabinoidi ha un rallentamento psicomotorio che, per esempio, può essere pericoloso per la guida. Con l'uso continuativo  si sono osservati disturbi della memoria, del pensiero logico e ridotta reattività agli stimoli esterni, in particolare la cosiddetta "sindrome amotivazionale". I consumatori  perdono interesse verso le attività scolastiche, possono giungere ad un atteggiamento di chiusura che esita in una continua ricerca dei momenti di uso della droga.  Esistono individui particolarmente predisposti in cui  hashish e marijuana possono far emergere disturbi schizofrenici.  E' possibile lo scatenamento dei disturbi di panico o di ansia, per cui il consumatore cerca sollievo a queste manifestazioni incrementando il consumo di cannabinoidi che invece ne è la causa. Nell'ambito  dei disturbi psicotici si può assistere a fenomeni di depersonalizzazione (la persona  agisce come vivendosi dall'esterno, si vede diverso da sé e dalla propria realtà), che possono durare da pochi secondi a periodi anche più lunghi. Da non trascurare i danni sul sistema respiratorio, simili a quelli del tabacco, ma più intensi, a causa della maggiore temperatura che il fumo raggiunge e della presenza di sostanze cancerogene nel particolato inspirato.




FAQ


Domande e risposte sulle dipendenze



Perché ci si droga?

Non esistono risposte semplici ad una domanda così complessa, e soprattutto non esiste una sola causa della tossicodipendenza.  Situazioni familiari, sociali, personali, di disagio psichico, di frustrazione, di cultura possono essere tirate in  ballo, ma nessuna di esse da sola necessariamente porta all'uso di sostanze stupefacenti. Spesso ci troviamo di fronte a ragazzi che provengo da "buone

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